Un (due) libro(i) ogni tanto…non fa(nno) male… || “E’ una vita che ti aspetto” di Fabio Volo || “Seta” di Alessandro Baricco

maggio 31, 2007

In queste settimane ho divorato due libri in rapida successione rendendo piacevolissimi i viaggi in treno.

Immagine di È una vita che ti aspetto

Una breve recensione tratta dal sito di Fabio Volo:

Questo libro parla di Francesco che non era felice e invece poi sì. Finito.
In fondo è il percorso di molti ragazzi di oggi, delle nostre città, che si accorgono di esistere senza vivere davvero. Come se mancasse loro qualcosa. Ma un giorno decidono finalmente che così non va.
Francesco è un normale trentenne di oggi. Lo si deduce dal fatto che ha un lavoro stressante, anche se remunerativo, che fa per comprarsi cose che gli plachino lo stress, dovuto peraltro a un lavoro stressante, che fa per comprarsi cose che…
Ma lo si deduce anche dalle sue storie di sesso, con tipe una diversa dall’altra: quella che dà ansia da prestazione, quella con “la patata anni Ottanta con tanti peli che formano un triangolo”, quella che “dimmi che sono una troia” e quella che “troia dillo a tua sorella”.
Sente il bisogno di star solo ma ha paura di tagliarsi fuori dal branco, adora i genitori ma non è mai riuscito a comunicare col padre, si fa le canne ma vuole smettere di fumare, è ansioso di crescere ma rimpiange la nonna che lo portava alle giostre.
Francesco vuole solo spostare il cuore al posto del cervello e viceversa, vuole solo far venir fuori quello che è veramente, vuole solo far venir fuori quello che è veramente, vuole solo riappropriarsi del suo tempo, imparare a volersi bene, affrancarsi dalle sue trante schiavitù, incontrare la donna giusta senza dover indossare la calzamaglia del principe azzurro. Insomma, robette da niente. Affrontare senza pippe new age, senza psicanalisti d’accatto o vertigini filosofiche. Affrontare come può farlo un ragazzo normale, con una buona dose di coraggio e tanta autoironia.
Si possono vincere la depressione, l’ipocondria, il torpore esistenziale? Chiedetelo a Francesco. E a Ilaria.
Non dovremmo anticiparlo, ma il tutto ha un lieto fine. Perchè in conclusione arrivano i nostri. E si capisce che i nostri siamo noi.

Con questo nuovo libro Fabio Volo si conferma capace di esplorare con un linguaggio semplice mondi interiori complicati, di tutti e di ognuno.
(ISBN 8804504110)

Immagine di Seta

E poi un’autentica opera d’arte.

Questo non è un romanzo. E neppure un racconto. Questa è una storia. Inizia con un uomo che attraversa il mondo, e finisce con un lago che se ne sta lì, in una giornata di vento. L’uomo si chiama Hervé Joncour. Il lago non si sa. Si potrebbe dire che è una storia d’amore. Ma se fosse soltanto quello, non sarebbe valsa la pena di raccontarla. Ci sono di mezzo dei desideri, e dei dolori, che sai benissimo cosa sono, ma un nome vero, per dirli, non ce l’hai. E comunque non è amore. (Questa è una cosa antica. Quando non hai un nome per dire le cose, allora usi delle storie. Funziona così. Da secoli.) Tutte le storie hanno una loro musica. Questa ha una musica bianca. E’ importante dirlo perché la musica bianca è una musica strana, a volte ti sconcerta: si suona piano, e si balla adagio. Quando la suonano bene è come sentir suonare il silenzio, e quelli che la ballano da Dio li guardi e sembrano immobili. E’ una cosa maledettamente difficile, la musica bianca. Molto altro da aggiungere non c’è. Forse è meglio chiarire che si tratta di una storia ottocentesca: giusto perché nessuno si aspetti aerei, lavatrici e psicanalisti. Non ci sono. Magari un’altra volta. (Alessandro Baricco)
(ISBN 8817106259)

Seta entra di diritto tra i miei libri preferiti, un libro da leggere tutto d’un fiato. Lascia emozioni intense. Descrizioni dei luoghi minime ma che lasciano trasparire le sensazioni dei personaggi. Fantastico!
[La Vida Es Un Carnaval]

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