WEB 2.0, blog, wiki, you…domande e riflessioni

dicembre 18, 2006

rete

Spero di non addentrarmi in un campo troppo complesso e insidioso.
Sono alcuni giorni che medito su alcuni aspetti legati al mondo che ho cominciato a “frequentare” con questo blog, il web2.0, il wiki, la blogosfera…

In questi giorni poi mi sono ritrovato di fronte a reazioni discordanti su questo mondo.
I blogger sono sempre entusiasti di fronte alle nuove sfide, alle nuove esperienze che vivono ogni giorno sul web e sono pronti a difendere a spada tratta “il loro mondo”. L’esempio più lampante credo sia ben visibile a tutti, è legato all’articolo apparso su Nova24 la scorsa settimana, che ha scatenato (come indicato qui) le reazioni positive di decine di blogger.
D’altro canto si trovano voci fuori dal coro, che ogni tanto tornano alla carica con affermazioni che devono far pensare. Ai tempi dell’acquisizione di Youtube da parte di Google, ad esempio, si era sparso il timore di una nuova bolla pronta ad esplodere e a mandare in rovina migliaia di piccoli imprenditori che cercavano fortuna su Internet. In questi giorni alcuni dubbi sono riapparsi in contemporanea all’uscita del Time che, con una mossa a sorpresa indica come uomo dell’anno niente popò di meno che YOU con una copertina geniale. Le motivazioni?

…per aver preso le redini dei media globali, per aver fondato e aver dato forma alla nuova democrazia digitale, per aver lavorato gratis e aver battuto i professionisti al loro stesso gioco…

Insomma noi (mi ci metto anch’io nel mio piccolo) che possiamo attraverso questo strumento “mondiale”, che è la rete, possiamo…

…mettere insieme i piccoli contributi di milioni di persone, per renderli importanti…

Il redattore capo Richard Stengel afferma:

…Questi blog, questi video portano alla nostra attenzione eventi in un modo che è spesso più autentico e immediato dei media tradizionali. Una volta i giornalisti avevano una competenza esclusiva per portare le persone in luoghi che non avevano mai visto. Ma ora una madre a Baghdad con un videotelefono può farti vedere un attentato lungo la strada…

Ora io non penso di fornire un servizio così importante ma penso di appartenere ad una nicchia molto piccola che contribuisce con entusiasmo e tanta voglia alla distribuzione di notizie, di informazioni e giudizi.
Purtroppo (o per fortuna, le critiche fanno bene) continuo a trovare critiche al mondo dei blogger che mi lasciano perplesso ma che possono far riflettere. E’ di oggi ad esempio l’articolo – Blog: la banda (larga) degli insoliti ignoti – su CorriereEconomia di Margiocco che al termine di un interessante articolo sul web2.0, riflette sul fatto che la blogosfera sia composta in larga parte di dilettanti che si dilettano a scrivere su internet. E afferma che vi sono alcune perle sommerse da molta spazzatura e scrive che “gli autori a volte si scrivono addosso scopiazzandosi l’un l’altro e spesso prendendo spunto dal tanto detestato giornale”. Concordo pienamente quando fa una distinzione tra professionisti e dilettanti (e io mi metto in questa seconda categoria) ma penso che nessuno dei blogger che seguo costantemente (a parte i giornalisti veri) voglia andare a rubare il lavoro a chi non scrive per hobby ma per lavoro. Inoltre non ho mai trovato un’affermazione contro i giornali in nessun post presente nella blogosfera e penso che l’affermazione “…detestato giornale…” sia un po’ troppo forte. Nonostante ciò, è vero, anch’io lo faccio, si prende spunto per scrivere un post, da altri articoli, dai giornali, ma la rete è questo, serve per divulgare le notizie, per portare giudizi, commenti in tutto il mondo.
E da qui sorge un secondo problema che viene riportato su Il Giorno all’interno della rubrica il caffè, è necessaria una regolamentazione per la rete che non degeneri però nella censura.

Infine un ultima riflessione legata ad un piccolo esperimento fatto nelle scorse settimane. Ho creato un wikispace per organizzare e raccogliere le adesioni alla cena di Natale tra amici. Purtroppo alcuni hanno trovato difficoltà nel partecipare a questa iniziativa. Mi sono quindi chiesto: si parla di web3.0, ma hanno compreso tutti il web2.0? A riguardo vi rimando ad un divertente articolo di Cesare Lamanna “Il Web 2.0 è un angolo arrotondato” e ad un post apparso sul blog di Marco Camisani “Domande alla Blogosfera” in cui un laureando che sta studiando il fenomeno dei blog si domanda:

Esiste davvero il “Web 2.0” (intenso in senso lato) anche in Italia oppure siamo “quattro gatti” che discutono fra loro di opportunità e benefici senza però finalizzare?

Bhe se siete arrivati a leggere i miei pensieri (sinceramente ci sarebbe altro da dire ma lo rimando al futuro) vi dico solo:

[La Vida Es Un Carnaval]

Digg! | | | del.icio.us | ste-site – visit my website


Non so se ridere o piangere…

novembre 28, 2006

Premessa: non si tratta di un post “politico” ma solo una serie di valutazioni tecniche.

Viste le decine di articoli presenti sui blog che leggo giornalmente (alcuni sono riportati in basso) vorrei spendere due parole per chi frequenta il mio blog ma non altri.

Leggendo un’intervista rilasciata dal Ministro Fioroni sono rimasto impressionato da questa risposta: “Dire che è complicato suona come una scusa. Non mi chieda come si fa: io penso a porre il problema, saranno i tecnici a trovare la soluzione” e poi alla domanda successiva: “Intende la dittatura di Pechino?«Sì, anche se i nostri obiettivi sono diversi dai loro…“.
Suona come una scusa? Internet per sua natura è incontrollabile! Un pacchetto di dati in rete un percorso per arrivare a destinazione prima o poi lo trova a meno che la destinazione non esista. Oserei dire, morto un link se ne fa un altro! Come si può controllare l’intera rete, o comunque grandi siti/servizi tipo Google o Youtube, se non si riesce a controllare un piccolo blog colmo di link a siti porno? Mha! E parlando di Pechino, non è assolutamente vero che nessuno riesca a farla franca. Ci sono reti p2p, tipo Freenet che attraverso complessi algoritmi permettono lo scambio di documenti che il regime vorrebbe censurare.

Detto questo non voglio giustificare la presenza di video, immagini o documenti che possono essere un pericolo per minori e non solo ma bloccare la rete è un altro discorso. Ritengo che sia necessaria una regolamentazione che permetta di gestire queste situazioni ma serve anche una cultura digitale che in Italia non esiste! Insomma un genitore non deve controllare il figlio solo quando questo guarda la TV (vietandogli ad esempio i programmi con bollino rosso), ma anche mentre naviga in rete utilizzando ad esempio dei filtri che sono già presenti sul mercato. Il problema è saperlo fare.

Un primo passo è stato fatto con il vertice internazionale sulla Governance di Internet promosso dall’Onu ma ancora molto è da fare.

Vi lascio con una serie di link per approfondire l’argomento:
E noi faremo come la Cina…
Caro Ministro Fioroni
Il contrappasso del Ministro Fioroni
Il blog del Ministro Fioroni infestato da siti porno
Voglio fare il dittatore, ma a fin di bene
Quali nuove regole per Internet?

[La Vida Es Un Carnaval]


Di nuovo su Google la censura e le polemiche di questi giorni:

novembre 27, 2006

Ritornando su quanto detto in questo post consiglio, se siete interessati, un giro su alcuni link presenti tra i miei bookmark di DEL.ICIO.US, in particolare questo, di T. Tessarolo divertente e provocatorio che conclude:

Ma sì basta! chiudiamo veramente tutto!

Spegniamo il mondo, con le sue sovrastrutture ed i suoi eccessi e lasciamo finalmente i genitori davanti ai loro figli. Facciamoli guardare gli uni negli occhi degli altri, creiamogli il silenzio ed aspettiamo. Osserviamo i genitori cosa faranno quando soli, senza più scuse e finti perbenismi, dovranno spiegare il senso di tutto questo. Quando dovranno riempire le giornate dei loro figli senza più rincoglionirli davanti alla playstation o ipnotizzarli davanti alla TV.

Chiudiamo tutto e aspettiamo, in silenzio.

[La Vida Es Un Carnaval]


Povero Google…

novembre 26, 2006

google
Ultimamente il più grande motore di ricerca è alle prese con qualche problemuccio legale. Soprattutto qui in Italia dove sembra sia divenuto un distributore di violenza gratuita e un modello per emulatori folli.

Fortunatamente il mondo dei blog si è messo in moto per dimostrare l’innocenza del motore di ricerca. Senza difendere chi ha fatto i gesti che sono andati alla ribalta negli ultimi giorni (ci mancherebbe, sono gesti da condannare sotto tutti i punti di vista) vorrei analizzare alcuni controsensi che ho notato in questi giorni, senza entrare troppo in dettagli o giudizi.
Prima di tutto, andando a guardare i giornali e i telegiornali che sono diventati, riprendendo un’espressione di un amico, un frullato di informazioni si ha la sensazione che si cerchi di criminalizzare lo strumento utilizzato, piuttosto che la persona o la società che l’ha compiuto. Quindi si va a colpevolizzare Google piuttosto che i videogiochi. E’ un po’ come se un ladro andasse a fare una rapina in banca con la Fiat Multipla (che coraggio :-)) e si facesse causa alla Fiat perchè ha fornito il mezzo (esempio tratto da Blog Notes).
Seconda cosa, un dettaglio (che poi tanto dettaglio non è) riguardande il video del pazzo che si fa la Serravalle a 250 in moto. Perchè Google ha tolto il video mentre lo stesso video è ben visibile su altri siti (tipo Gazzetta ma non vi dico esattamente dove) o blog? Persino io avrei potuto mostrarvelo! Eppure nei notiziari si sente parlare esclusivamente di Google.
Infine non posso che concordare con chi come Marcello Tansini (e altri blogger) affermano (parlando del video sul pestaggio del ragazzo disabile):
Se non ci fosse stato questo video, registrato e pubblicato su Internet dagli stessi studenti ( in questo caso, per fortuna, anche poco furbi ) chi avrebbe mai scoperto questi atti: gli altri compagni di scuola, le insegnanti, il preside? Tutti, finora, erano rimasti completamente zitti, in silenzio, in una completa omertà che solo Internet ha squarciato.

E poi i politici se ne escono con idee tipo questa: Tassare i contenuti multimediali su Internet e cellulari. Una proposta di legge tutta italiana . Pazza Italia!

Un ultima cosa, un semplice paradosso, ma cosa vogliono fare spegnere Google in Italia? Mah! Comuque ecco un comunicato ufficiale di Google Italia.

[La Vida Es Un Carnaval]