Le professioni informatiche…

Ho trovato questo interessante post su Doxaliber -Lo strillone del web. Ritengo che ci siano alcune affermazioni che posso condividere, ad esempio la valutazione sulla situazione italiana presentata nell’articolo dove si afferma:

“Sicuramente in Italia non si investe in ricerca ed innovazione, siamo quindi destinati a soccombere? Io a volte temo di si.
L’Italia non ha creato niente di importante nel settore informatico, non ha creato niente di innovativo nemmeno nel cosiddetto web 2.0.

Il mercato italiano è costituito da società piccole o piccolissime che si limitano per lo più a fare banali software utilizzati da una ristretta cerchia di clienti. Il settore pubblico è “appaltato” a poche società dotate dei giusti “agganci”, ed in grado di chiedere cifre fuori dal mercato (come i 45 milioni di euro spesi per il portale del turismo, che tra l’altro ancora non funziona!), ma in realtà queste aziende non producono alcuna innovazione.

In Italia i bravi programmatori non mancano, ma è vero anche che ci sono troppi, davvero troppi, pseudo-tecnici ed esperti improvvisati, i quali rovinano il mercato abbassandone la qualità media e riducendo di conseguenza i potenziali profitti delle imprese che cercano di puntare sulla qualità del prodotto, i clienti a loro volta sono poco esperti e mal consigliati, e questo non migliora affatto la situazione.”

Non è sicuramente una tra le più rosee visioni ma ritengo che corrisponda in parte alla realtà. Le piccole imprese di cui parla sono piene di idee, ma in questo campo spesso, purtroppo, essere piccoli vuol dire soccombere a scapito di chi invece ha risorse “illimitate”. Questo ovviamente porta alla poca innovazione di cui si parla nell’articolo. La situazione negativa inoltre è accentuata dalle poche risorse a disposizione delle università, che sono costrette ad appoggiarsi alle grandi aziende per avere dei finanziamenti e non riescono ad aiutare giovani, ricchi di idee e di voglia di innovare ma poveri di risorse per emergere.

Ritengo comunque che la situazione lavoro, nell’ambito informatico, sia decisamente migliore rispetto ad altri ambiti e giovani laureati informatici trovano meno difficoltà nell’integrarsi nel mondo del lavoro (è anche la mia speranza :-)) e a fare una buona carriera.

Voi che cosa ne pensate?

[La Vida Es Un Carnaval]

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2 Responses to Le professioni informatiche…

  1. Attenzione,il testo qui riportato non è attribuibile a Moshe Vardi. Lo studio che lui ha condotto non tratta l’Italia.
    -G. De Giacomo

  2. stenet ha detto:

    Ok, ho corretto. Ho inteso male io le parole dell’articolo. Grazie per la segnalazione!

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